Cari amici de l’Armonico vogliamo aprire ora una serie di articoli dedicati alle domande che ci sono state poste più frequentemente dalle persone riguardo la musica e lo studio di uno strumento. Alcune sono domande complesse che non possiedono certamente una sola risposta, altre sono domande curiose e divertenti, altre ancora su dubbi e incertezze. Abbiamo cercato di rispondere in modo sincero grazie a tutti i colleghi che collaborano per il progetto con la consapevolezza che non è di sicuro la verità assoluta quella che proponiamo. Ma sicuramente le risposte possono offrire spunti di riflessione, di dibattito, di scambio di esperienze e idee.

Seguiteci quindi in questa serie di puntate dedicate alla botta e risposta sulla Musica e se vi siete persi il primo articolo, cliccate qui!

PERCHE’ LA MUSICA INFLUISCE COSI’ TANTO SULLA NOSTRA VITA?

 

Si potrebbe dire che la musica è la più potente macchina del tempo che esista. Quante volte è capitato che un brano, un suono, una canzone ci portassero a rivivere situazioni, momenti, attimi e persone ormai passate? Alla musica sono abbinati i nostri ricordi, le nostre emozioni, i nostri sentimenti. Un film non avrebbe lo stesso sapore senza la musica perché è proprio la musica, ancor più della vista, a sottolineare momenti e a renderli indimenticabili nella nostra testa. La musica evoca le nostre esperienze e ci fa entrare in contatto con il nostro io più profondo. Certi suoni permettono di entrare in uno stato profondo di meditazione e di tranquillità e suoni, come può esserlo quello del vento o del mare, fanno rivivere i paesaggi a loro legati. Non sottovalutare l’udito perché ci sono musiche che nascono per cullarlo evocando paesaggi e sensazioni piacevoli. Il suono possiede una grande influenza sulla nostra mente in quanto, attraverso la porta dell’udito, arriva con forza dentro ognuno di noi donandoci una cura contro il nostro malessere. La musica e quindi il suono è vibrazione che in quanto tale produce una sorta di messaggio su tutta la superficie che mette in risonanza. La musica rimane dentro continuando a risuonare nel nostro corpo. La musica è un importante mezzo di svago e di sfogo che ci da la possibilità di esprimere i nostri stati d’animo, la nostra sensibilità. La musica è un linguaggio universale che esiste da sempre e che da sempre l’uomo utilizza per accrescere il proprio benessere e la propria salute (pensa alla musicoterapia). Musiche differenti hanno impatti differenti sulla mente e sulla psiche. Non solo, la musica è anche un pacemaker naturale perché a seconda della sua velocità il cuore adatta le sue pulsazioni. La musica è un potente doping perché se pratichi una corsa o uno sport ascoltandola ti sembrerà di fare meno fatica! Nel luogo di lavoro la musica riesce a diminuire lo stress e la tensione. La musica rilassante diminuisce la tensione muscolare. In particolare la musica mette in vibrazione le nostre corde più profonde facendoci percepire in modo forte le emozioni che si agitano dentro ognuno di noi. Il suono ha un potere calmante e catartico; la musica amplifica i desideri, esalta le emozioni, dilata le fantasie.

 

 

QUAL E’ LO STRUMENTO MUSICALE PIU’ SIMPATICO?

 

Bella domanda! Credo nessuno strumento sia simpatico fino a quando non si impara a ricavarne dei suoni dignitosi! Più che altro nessuno strumento in mano ad un principiante che ha appena iniziato a prendere confidenza con esso è simpatico per chi convive insieme al neofita. Poi con il tempo ogni principiante migliora (un po’ come il vino insomma) e lo strumento passa dall’essere un terribile oggetto satanico di tortura a qualcosa di sublime. Ovviamente fino a quando i vicini non sono costretti a sentire tutti i giorni per ore ed ore voi che vi esercitate nelle scale! In quel caso sperate che non solo lo strumento sia simpatico ma che anche i vicini abbiano un buon senso dell’umorismo e un buon isolamento acustico delle pareti.

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    COSA SUCCEDEREBBE SE TI PRENDESSI DIECI ANNI DI PAUSA DAL SUONARE LO STRUMENTO?

     

    Cosa succederebbe se tu fossi un maratoneta che si è sempre allenato e all’improvviso decidessi di rimanere dieci anni fermo? Ecco, accadrebbe più o meno la stessa cosa.  Essere un musicista significa spendere ogni giorno ore ed ore da dedicare alla tecnica, alle scale, al suono, all’intonazione e allo studio del repertorio. Insomma se vuoi che le prestazioni rimangano elevate devi allenarti ogni giorno. Solo che nel caso di un maratoneta, dopo dieci anni di inattività, ti ricordi che basta muovere le gambe per correre. Nel caso di uno strumento, molto probabilmente, non ti ricorderai la gran parte delle cose…