NON PUOI EDIFICARE QUALCOSA SENZA SOLIDE BASI

 

Hai mai visto o sentito di una casa o di un qualsiasi edificio costruito a partire dal tetto? Probabilmente starai pensando che ho appena detto un’enorme sciocchezza. Infatti, tutti sappiamo molto bene che per edificare una struttura solida e sicura occorre partire dalle fondamenta. Allo stesso modo, se vuoi diventare un ballerino, sarà prima necessario conoscere il linguaggio della danza, la tecnica di base e i movimenti preliminari. Nulla è diverso se pensiamo alla musica e alla pratica di uno strumento musicale. Sai da cosa sono accomunati i grandi interpreti, gli studenti dei conservatorio, delle accademie, fino ad arrivare agli alunni dei licei musicali o delle scuole di musica? Sono tutti accomunati dal fatto che per imparare a suonare il loro strumento hanno prima dovuto dare importanza alle basi. Quello di iniziare il proprio percorso musicale dalle basi è un argomento che spesso viene vissuto superficialmente se non addirittura tralasciato. Molto spesso succede che, a causa della fretta di imparare a strimpellare, si dribli sull’importanza delle basi musicali adeguate.

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    COSA INTENDIAMO CON BASI MUSICALI ADEGUATE?

     

    Lo studio di uno strumento musicale, qualsiasi esso sia, non può assolutamente ovviare da uno studio preliminare del linguaggio cui la musica si avvale. Studio preliminare affiancato alla pratica dello strumento! Ogni neofita dovrebbe prima di tutto capire l’importanza delle basi prima di cimentarsi con la pratica strumentale vera e propria. Spesso gli insegnanti si ritrovano a dover rallentare l’insegnamento dello strumento a causa di una frammentaria o insufficiente capacità dell’allievo di leggere la notazione musicale. Non imparare fin da subito a leggere correttamente il pentagramma comporta una maggior difficoltà da parte dell’allievo nello studio degli esercizi allo strumento proposti dall’insegnante. Spesso quella di avere già una buona base di lettura della notazione musicale viene sottovalutata. Si lascia che lo studente apprenda direttamente dagli esercizi la lettura del pentagramma. Questo però può essere controproducente in quanto uno studente che si approccia per la prima volta alla pratica di uno strumento dovrebbe potersi concentrare totalmente sulla giusta tecnica. Se pensiamo per un attimo ad uno strumento come la tromba, lo studente dovrebbe poter porre tutta la sua attenzione sul come soffiare correttamente all’interno del bocchino e a come impugnare lo strumento. Non solo! L’allievo dovrebbe imparare come utilizzare le giuste posizioni dei pistoni per ricavare le note.  Ad uno strumento come il violino è necessario coordinare perfettamente la mano con l’arco con la mano che esegue le posizioni sulla tastiera.

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      NON SERVE PERDERE TEMPO

       

      Un allievo non deve perdere tempo anche nella lettura delle note. Meglio un po’ di iniziale fatica nel comprendere la notazione musicale! Poi verrà tutto ripagato nel momento in cui l’allievo si approccia allo studio di un brano.

       

      CI SONO ALTRE BASI NON MENO IMPORTANTI!

       

      Per imparare a suonare uno strumento ci sono altre basi non meno importanti! Una fra tutte comporta lo studio di una materia che solitamente viene definita noiosa o poco stimolante. Affiancare alla pratica musicale anche lo studio del solfeggio è una condizione che non può essere ignorata o tralasciata. Anche in questo caso, spesso, si lascia all’insegnante di strumento (specie nelle scuole di musica) l’incombenza di insegnare rudimentali e frettolose basi di solfeggio. Questo toglie spazio e tempo all’insegnamento e alla pratica strumentale. Il solfeggio è una disciplina indispensabile per la corretta decodificazione di una parte musicale o di un brano. La musica, per quanto arte sublime, ha delle solide basi “scientifiche” sulle quali poggia. regole universali e indispensabili che ogni esecutore deve conoscere. Il lavoro dell’insegnante di strumento dovrebbe essere affiancato a quello di un insegnante di solfeggio che lavori sul formare una solida base su quelle che sono le suddivisioni temporali, i ritmi irregolari, le sincopi e più in generale la lettura dello spartito musicale. Spesso, nei passaggi particolarmente elaborati, prima ancora di suonarli è necessario solfeggiarli per capire esattamente l’andamento del ritmo. Chiunque, dal principiante al professionista, ha bisogno di mettere in pratica questo stratagemma prima di poter suonare un passaggio particolarmente intricato o ostico!

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