A cosa diavolo serve il direttore d’orchestra? Di’ la verità: ti sei sempre chiesto cosa ci fa quel tizio che continua a sbracciarsi come un vigile urbano in pieno centro a Roma. Non ti preoccupare, siamo in tanti a chiedercelo, ed è una domanda lecita poiché tutti vogliono sapere a cosa diavolo serve il direttore d’orchestra.

A noi de L’armonico piacciono le sfide ed è per questo motivo che proveremo a svelare quale l’utilità può avere il direttore d’orchestra.

 

A cosa serve il direttore d’orchestra?

E’ il direttore dei lavori

“Beh, che c’entra? Anche gli altri musicisti conoscono la propria parte…magari a memoria!”

NI..può essere così ma non sempre: sebbene alcuni musicisti conoscano a memoria la propria parte questo non vuol dire che conoscano l’insieme di tutte le parti ovvero la partitura. Ci spieghiamo meglio, il direttore d’orchestra è l’unico che conosce la parte di ogni singolo strumento in ogni momento. Vi sembra poco? In teoria, se fosse un polistrumentista, potrebbe suonarsi tutta la partitura da solo ma non essendo specializzato in tutti gli strumenti (impossibile!) non può; questo però gli consente di capire chi fa cosa in ogni momento, quali sono le parti più importanti da far emergere e quali no. Detta così potrebbe sembrare una cosa piuttosto banale ma credeteci che non lo è affatto; ogni musicista conosce molto bene la propria parte e non può concentrarsi sulla propria parte e allo stesso tempo su tutte le altre! In sostanza il direttore d’orchestra  è l’unico che conosce ciò che sta succedendo ogni singolo momento  e, proprio come il direttore dei lavori in edilizia,  sa (o dovrebbe sapere) cosa  succederà  

Conosce sempre cosa succede, in qualunque momento

 

E’ una guida

“Ci credo! Con tutti i gesti che fa!”

Si sbraccia, è vero, ma questa sua fatica serve a guidare e condurre l’orchestra secondo ciò che lui ritiene corretto. Abbiamo detto che ogni musicista esegue la propria  parte alla perfezione ma poco conosce quella dei  suoi colleghi che magari sono a 10 o 20 metri di distanza….sembra un dettaglio ma  essere così distanti (e girati di spalle)  rende impossibile  prestare attenzione a ciò che succede e spesso nemmeno si riesce sentire cosa stanno suonando gli altri. I tromboni no, lori li senti sempre! 🙂  Scherzi a parte, il  direttore è dunque  esterno , non implicato in una performance strumentale attiva,  e può così ascoltare con  estrema attenzione precisione ciò che i musicisti stanno realizzando e può correggere le imperfezioni anche in sede di concerto. E poi?

  • adatta la dinamica (qualcuno suona troppo piano o troppo forte rispetto agli altri)
  • decide e controlla l’agogica (la velocità cui andrà suonato un determinato passaggio)
  • corregge l’articolazione (non stiamo parlando del ginocchio ovviamente ma del “modo” in  cui i musicisti devono eseguire le note)
  • infondere fiducia e intensità emotiva (forse aiuta anche quell’oboista che, davanti a 2.500 deve eseguire un passaggio da solo!)

 

Direttore d’orchestra

 

E’ un allenatore

Presidente Borlotti: Perdere e perderemo! Canà: Non ho afferreto, scusi.

Questa celebre frase da “L’allenatore nel pallone” con Lino Banfi ci fa capire il ruolo del direttore d’orchestra. No, non perdere, ma essere tutti uniti per un fine ultimo: la migliore performance possibile. Come avviene per una vera squadra, gli orchestrali ed il direttore non si incontrano il giorno della partita bensì settimane o mesi prima della reale performance. Nell’immaginario collettivo il direttore sale sul palco, muove le braccia e se ne va mentre  nella realtà il direttore studia la partitura con cura (mesi prima), tiene le prove con l’orchestra, corregge e prende decisioni di carattere musicale e stilistico e solo alla fine realizza il concerto.

Studia la partitura da solo e si prepara con l’orchestra al concerto

 

Ora scommetto tu sia curioso di vedere uno dei migliori direttori in circolazione; eccoti subito accontentato.

 

Riassumiamo:

  1. Conosce molto bene la partitura
  2. Corregge l’orchestra, la sostiene e dà gli attacchi
  3. Interpreta la partitura aggiungendo le proprie idee musicali e l’epoca cui è stata scritta l’opera
  4. Crea assieme all’orchestra la migliore versione possibile del pezzo

 


 

Esercizio di immaginazione: “Scusi, ma lei chi è?” 

Ora per riposarci un pò facciamo un esercizio di immaginazione guarda  con attenzione questa immagine.

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Bella vero? E’ l’orchestra di Santa Cecilia a Roma con lo sfondo di Manhattan.Meravigliosa! Ora però immaginiamo di essere uno dei 100 musicisti dell’orchestra e di dover suonare la nostra parte senza avere il direttore di fronte a te. Ti mancherebbe un punto di riferimento, giusto? 

Sì! Lo so che è importante il direttore d’orchestra però adesso ridatemelo subito, ok? Devo iniziare a suonare tra 3 battute…chi me lo darà l’attacco altrimenti? Sarò giusto? 🙂

 

 

Ora che abbiamo capito cosa serve il direttore d’orchestra passiamo allo step successivo. Chi è ancora sveglio e curioso può proseguire la lettura, mentre gli altri possono iscriversi al blog inserendo la propria email qui a lato e mettendo un bel like su Facebook e Instagram.

 

Come fa a farsi capire?

Già, come fa a farsi capire dagli altri musicisti?

Per questo ci sono una serie di gesti codificati secondo un preciso codice segnaletico e servono a stabilire il tempo (velocità del brano), il metro (4/4, 3/4), la dinamica (il volume) e l’intenzione musicale. Ovviamente ogni direttore possiede una tecnica personale che racchiude tutti questi gesti e che si è affinata nel corso degli anni studiando sodo.

Prima di proseguire cercando di capire come fanno i musicisti a seguirlo, se siete curiosi di sapere quali sono i gesti base, questo è il link per voi.

“Assassini! (rivolto alla sua orchestra)”  – A. Toscanini

 

Come fanno i musicisti a capirlo?

Per lo stesso motivo; conoscono i gesti codificati in maniera generale e seguono la mano e le indicazioni del direttore; attraverso le prove entrano in sintonia e assieme a lui costruiscono una fiducia e un’interazione degni del Teatro la Scala .

 


 

Per concludere  vogliamo lasciarti con un bellissimo e semplice video che aiuta a capire le differenze tra un direttore d’orchestra ed un altro: semplice da seguire e di gran valore!

 

 

 

Ora tocca a te!

Ti senti pronto per dirigere un’orchestra? Eccoti  ciò che ti serve per essere perfetto! Condividi i tuoi risultati con noi de L’armonico su Facebook.

 

 

 

“Condurre un’orchestra significa disegnare figure nel nulla con la bacchetta o con le mani che vengono interpretate come istruzioni da tizi incravattati che preferirebbero andarsene a pescare” F. Zappa

 

 


note che escono dal cervello

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